SAN LAZZARO – Intervistiamo la giornalista che conduce la nuova trasmissione che racconta l’arte di Bologna alla luce della fede.

Diamo voce oggi, ringraziandola di vero cuore, alla nostra parrocchiana Michela Conficconi, che è protagonista di un lavoro molto particolare e interessante, a servizio della nostra Chiesa di Bologna. Da giornalista professionista, dopo varie esperienze, sta conducendo, su èTV-Rete 7 (canale 10 del digitale terrestre), la trasmissione televisiva “Tracce d’infinito. Arte, fede e santità, viaggio alle radici della nostra terra”, che racconta l’arte di Bologna alla luce della fede, oltre che le vite dei tanti santi bolognesi.

Le puntate vanno in onda il giovedì alle 21 (salvo eccezioni che vengono comunicate via Facebook e tramite i canali della tv) con replica il sabato alle 17.30.

L’archivio di tutte le puntante è disponibile qui: https://e-tv.it/archivio-tracce-dinfinito/

Ecco la nostra intervista a Michela.

Come ti è venuta l’idea di questa trasmissione?

Quando ero studentessa di Lettere moderne a Bologna rimasi colpita dal modo in cui mi vennero presentati alcuni capolavori d’arte della città: Santo Stefano, San Petronio, San Domenico. Avevo incontrato alcuni studenti d’arte, legati alla Chiesa, che raccontavano ciò che studiavano partendo dalla domanda: “Perché c’è questa cosa che vedo? Che cosa ha generato questa bellezza?”. Insieme a questi amici ho anche visitato altre città, come Firenze, e visto tante cose meravigliose. Sempre nello stesso modo.

Questo approccio all’arte mi ha sempre affascinato e non ne ho più potuto fare a meno. Tanto che non potrei più ascoltare una guida che mi raccontasse solo gli aspetti estetici o puramente storici. Tanto più quando si guarda all’arte religiosa. Sarebbe una comprensione solo parziale, decentrata e quindi distorta. Fino a un secolo fa l’artista produceva un’opera, supervisionato da un teologo che lo indirizzava, e chi guardava, quasi sempre analfabeta, aveva gli strumenti per capire immediatamente la catechesi attraverso l’immagine.

Oggi non è più così. Elementi artistici carichi di significato per noi, disabituati a “leggere l’arte”, non significano più nulla. Quando ho portato l’idea della trasmissione all’attenzione della diocesi ho incontrato un progetto parallelo, già partito, teso proprio a formare le guide con questa particolare sensibilità. Si chiama “Arte e fede”, che oggi collabora al programma insieme al Centro studi per la cultura popolare dei coniugi Fernando e Gioia Lanzi (attenti a queste tematiche dagli anni Ottanta, e a cui devo la supervisione scientifica di diverse puntate) e all’associazione Via Mater Dei.

C’è poi tutto l’aspetto dei Santi: a Bologna hanno vissuto figure straordinarie che hanno segnato il tessuto sociale e culturale della città, e di cui troppo poco le persone conoscono. Pensiamo a Caterina de’ Vigri, San Domenico, Clelia Barbieri.

Qual è il significato più importante di questa ricerca?

Aiutare i bolognesi a guardare le meraviglie che hanno in casa. Conosco tantissimi che sono nati e cresciuti nella nostra città e non hanno mai visitato santuari del territorio meravigliosi come la Madonna del Faggio, la Madonna dell’Acero, o non hanno mai avuto modo di conoscere veramente il messaggio che portano luoghi straordinari come la cripta dei Santi Vitale e Agricola in Arena, San Francesco, Santa Maria Maggiore.

C’è qualche “traccia d’infinito” che ti ha particolarmente emozionata?

Scoprire la Santa Gerusalemme di Bologna che da oltre un millennio rende unica Bologna: Santo Stefano, San Giovanni in Monte e Montovolo, legati da un unico filo rosso che agli occhi dei pellegrini nel Medioevo ci rendeva paragonabili alla Terra Santa. Ma anche la straordinaria storia dei protomartiri Vitale e Agricola, lo schiavo e il padrone uccisi insieme in odio alla fede: il loro seme mille anni dopo ha reso possibile che Bologna fosse la prima città al mondo ad abolire la schiavitù. In generale si può dire che tutta la bellezza mi emoziona. Faccio un lavoro fantastico. Vedo e racconto la bellezza nata per condurre il cuore a Dio.

Dacci qualche indizio sulla prossima puntata

La prossima puntata sarà a Montovolo, in alto Reno, sul monte che fin dal Medioevo venne identificato come il Sinai, il Santo Monte su cui Mosè ricevette le tavole della Legge. In questo modo concludiamo il nostro viaggio intorno alla Santa Gerusalemme di Bologna.

I pellegrini medioevali, che non potevano recarsi in Terra Santa, completavano là il loro itinerario. A Montovolo è stato anche costruito un oratorio dedicato a Santa Caterina, come sul Sinai c’è il monastero dedicato alla Santa d’Alessandria. Il Santuario conclude anche la via Mater Dei, così come racconterà don Massimo Vacchetti, tra gli ideatori. 

Appuntamento allora giovedì 27 maggio ore 21 su èTV-rete7!