SAN LAZZARO – La commissione catechesi del consiglio pastorale fa il punto della situazione riguardo al cammino dell’iniziazione cristiana in particolare sui gruppi che hanno ricevuto un Sacramento.

Stiamo vivendo tutti un periodo storico particolare che ha scombussolato anche il cammino di iniziazione cristiana dei bambini. È stato però un anno caratterizzato da un’abbondanza di grazia perché molti dei nostri bambini, in quest’anno pastorale, hanno ricevuto il dono di un Sacramento.

A fine ottobre 2020, in tre diverse celebrazioni, il gruppo dei 2009, circa 80 ragazzi hanno ricevuto il Sacramento della Cresima.

A seguire nel mese di novembre in 8 diverse celebrazioni i ragazzi del 2010 si sono accostati per la prima volta al sacramento dell’Eucarestia. Era un periodo difficile. Per loro che dovevano ricevere l’Eucarestia nel maggio 2020 e che era stata rimandata a causa della pandemia si sono trovati ad organizzare questo incontro di nuovo in piena emergenza.

La messa di prima Comunione è stata del tutto particolare, in osservanza alle regole anti-Covid è stata celebrata in più turni, uno al sabato pomeriggio e uno alla domenica mattina. È stato un momento molto atteso da tutti. I ragazzi erano sereni, tutti sull’altare, la mascherina e la distanza non hanno impedito loro di essere allegri e emozionati come sempre. È stata una esperienza semplice, molto autentica. I ragazzi hanno vissuto con attenzione e consapevolezza la loro prima Comunione.

A febbraio invece ci sono state le prime confessioni dei bambini del gruppo dei 2011 che avrebbero dovuto ricevere il sacramento dell’abbraccio a maggio scorso.

E veniamo ad oggi.

In questo mese di maggio 2021, il 15 e il 22, i bambini del 2012 si accosteranno per la prima volta al sacramento della Riconciliazione. Sono molto emozionati e anche un po’ preoccupati e intimiditi. Per loro in questi giorni è l’occasione per ritornare al Signore e sperimentare la gioia di essere perdonati.

Inoltre i ragazzi del 2011 si accosteranno per la prima volta al Sacramento dell’Eucarestia. Di nuovo sarà una celebrazione un po’ particolare, tutti con la mascherina, ma non si lasceranno distrarre da quello che è il vero incontro con Gesù Eucarestia.

La parola ad alcuni protagonisti

Di seguito, riportiamo alcune testimonianze:

La prima Comunione nel periodo Covid è stata un’esperienza molto forte. Da una parte il gelido silenzio in un contesto di pandemia, lo stato d’emergenza con le sue restrizioni e dall’altra contemporaneamente il forte di bisogno di mantenere stretti e di proteggere con amore disperato quei momenti importanti e sacri del nostro cammino. È stata una gioia riuscire a realizzare questa tappa anche se dentro di noi c’era tutto questo: Sono tappe della crescita che il bambino ha piacere di condividere con i parenti più vicini. Chi lo ha visto al santo Battesimo avrebbe voluto vivere con lui le tappe a seguire, la Comunione, quindi accompagnarlo nella crescita. Il giorno della celebrazione le emozioni non sono mancate miste a nostalgie, ma alla fine è prevalsa la bellezza di una cerimonia intima, dedicata, sentita in cui i bambini erano protagonisti ed erano a loro agio senza tanta confusione ma concentrati alla ricezione della prima Comunione. Don Stefano li ha accolti e accompagnati come un papà e intanto In streaming arrivavano messaggi dolci da chi ci seguiva da remoto. (Maria Teresa e Corrado genitori)

Mi sentivo a casa ma non del tutto, ero teso per la situazione “strana” ma felice perché finalmente dopo un anno di attesa e preparazione facevo la mia Prima Comunione. (Gabriele)

La prima comunione è stata strana. Mi aspettavo una grande festa con i miei cugini e gli amici. Ma per il Covid non è stato possibile. Ero triste ma ho pensato che facevo festa con Gesù e sono stato molto contento di averla fatta subito, anche se avevo la mascherina. È stata una bellissima giornata e da quel giorno posso fare la comunione tutte le volte che vado a messa. (Lorenzo)

Fare la Prima Comunione ai tempi del Covid mi ha lasciato una grande emozione. È stata occasione di condivisione in famiglia e l’assenza forzata del dopo cerimonia ci ha permesso di concentrarci e vivere pienamente il vero significato del Sacramento. È stato un momento forte che si ripropone ora tutte le volte che facciamo la Comunione. (Donatella – catechista e mamma).