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Storia della chiesa di S. Lazzaro

Il 21 settembre 2002 con la S. Messa presieduta da S. E. Card. Giacomo Biffi la nostra chiesa, gremita di fedeli, è stata solennemente riaperta dopo alcuni mesi di chiusura forzata.

E’ stato un momento di festa, di grande gioia e di emozione perché tutti ne avevamo sentito la mancanza, è stata un’impresa impegnativa anche dal punto di vista economico e, nonostante che i lavori siano terminati, le spese da sostenere sono ancora ingenti.

A oltre cinquant’anni dalla costruzione, la chiesa ha cominciato a manifestare i segni del tempo  ed è stato inevitabile  intraprendere lavori di ristrutturazione.

Bombardamento del ’45

Come tutti sappiamo, la nostra chiesa è stata costruita nell’immediato dopoguerra dopo che l’antica chiesa, che si trovava dove ora c’è la Sala di Città, è stata rasa al suolo da un bombardamento il 15 aprile 1945.

Dalle rovine dell’ospedale per i lebbrosi, anch’esso colpito dai bombardamenti e collegato fin dal medioevo con la vecchia chiesa, sono state recuperate la Madonna dei lebbrosi in terracotta e una lapide di arenania recante la scritta “ Qui si curano quelli che hanno il male di San Lazzaro” che ora si trovano all’ingresso della casa parrocchiale.

Don Andrea Biavati

 Il parroco di quel tempo don Andrea Biavati si è adoperato in tutti i modi per poter dare velocemente alla sua comunità un nuovo edificio di culto: il 5 maggio 1946 venne posta la prima pietra della chiesa attuale progettata degli ingegneri Ferruccio Maglioni Rodolfo Bettazzi, e il 16 luglio 1949, è stata solennemente consacrata al Divino Redentore, in memoria di San Lazzaro mendìco.

Abside della Chiesa

Nel catino dell’abside fu dipinta dal prof. Ilario Rossi “la storia del Lazaro mendìco” sotto la quale fu posta l’iscrizione, scoperta tra le rovine dell’antica chiesa, che ancora oggi possiamo leggere: “Quìa recepit mala in vita sua nunc consolatur” (poiché ricevette dolori nella sua vita ora è consolato).

 Nell’abside possiamo osservare cinque grandi bassorilievi di terracotta, opera del prof. Carlo Pini, che raffigurano al centro l’Assunzione di Maria ed ai lati i Santi Patroni delle Parrocchie del Comune, (da sinistra: S. Biagio – Castel de’ Britti; S. Giovanni Battista – Colunga; S. Lorenzo – Farneto; S. Emiliano – Russo).

L’altare maggiore in marmo bianco,  è stato scolpito dal prof. Pini e donato dalla famiglia Jussi in memoria del figlio Carlo.

Con la prima Decennale Eucaristica del 1956, la chiesa è stata arricchita con le stazioni della via Crucis, bassorilievi in terracotta del prof. Cesarino Vincenzi.

Don Virginio Pasotti

Nel 1957 succede a don Biavati  don Virginio Pasotti che si è adoperato per realizzare nel 1962 la “Casa per giovani lavoratori”, ora Pensione Savena, testimonianza concreta di accoglienza e di attenzione ai problemi sociali.

In occasione della Decennale Eucaristica del 1996 sono stati effettuati   alcuni adeguamenti liturgici che hanno posto maggiormente in evidenza il dono di grazia di alcuni sacramenti con un nuovo Tabernacolo e il Battistero. Un’attenzione particolare è stata riservata alla nuova cappella della Madonna che ci accoglie all’ingresso porgendoci suo Figlio Gesù; nella vetrata brilla la grande stella del mattino, emblema della Vergine.

Le vetrate

Le vetrate, progettate da Padre Costantino Ruggeri, sono state completate in occasione del Giubileo 2000 e presentano in modo simbolico la Storia della Salvezza, dalla Creazione alla Redenzione. Scintillanti di colori puri,  inondano  di luce la chiesa in ogni momento e in ogni stagione.

Scrive P. Ruggeri “…spero che questa mia fatica raggiunga lo scopo di far sentire più efficacemente la presenza di Dio in mezzo al suo popolo.”

 Siamo così giunti all’attuale ristrutturazione: il pavimento interno ormai sconnesso, perchè costruito direttamente sul terreno, è stato sostituito con un altro più luminoso, sono stati sostituiti i marmi dell’altare maggiore e di quelli laterali. Il pavimento del porticato e le gradinate  sono state realizzate con lastre di granito e di porfido, sono state consolidate alcune strutture e realizzate rampe di accesso eliminando ulteriormente le barriere architettoniche.

 Ora la nostra chiesa, che è patrimonio e punto di riferimento non solo della comunità parrocchiale, ma di tutta la città di San Lazzaro, acquista un volto nuovo, è più stabile, dignitosa ed accogliente.