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Mi presento

Mi è stato chiesto di scrivere due righe su di me.

Sono sacerdote da 51 anni e avviatomi ormai al 77° anno di età il Vescovo mi ha chiesto di affiancare come “Officiante” don Stefano e don Andres in questa parrocchia di San Lazzaro. E così per la terza volta mi appresto a percorrere le vie di San Lazzaro e per la terza volta ho chiesto di essere cittadino di questo Comune.

Accolto con gioia il suo invito, mi sento in dovere di ringraziare il Signore per le tante persone che ho incontrato nel mio lungo sacerdozio e che me lo hanno reso bello e sempre nuovo nei diversi ruoli in cui esso si è sviluppato.

Nativo di un minuscolo paesino della montagna bolognese (Affrico di Gaggio Montano) ho fatto tutto il cammino di preparazione al sacerdozio nel nostro Seminario di Bologna.

Sono stato ordinato sacerdote dal Card. Lercaro il 25 luglio del 1967 (il nostro fu l’ultimo gruppo di sacerdoti ordinati da questo Arcivescovo di Bologna).

Fu il Vicario Generale di allora, don Giuseppe Dossetti, a indicarmi la destinazione come cappellano. E fu così che arrivai a San Lazzaro, dove mai ero stato, la prima domenica di settembre 1967 e fui accolto dal parroco di allora, don Pasotti. Dopo 6 anni don Domenico, che tutti conosciamo, sostituì don Pasotti e per un ulteriore anno rimasi qui a San Lazzaro ancora come suo cappellano.

Nel settembre del 1974 sono passato come Cappellano a San Savino di Corticella ove sono rimasto fino al settembre del 1980 quando fui nominato parroco del Farneto e di San Salvatore di Casola (Botteghino di Zocca) ritornando per la seconda volta in questo nostro Comune.

Vi sono rimasto parroco 21 anni in una zona bella e in grande sviluppo specie nella zona chiamata della Pulce e nel giugno del 2001, il Cardinal Giacomo Biffi  mi chiese di lascare la parrocchia per affiancare Mons. Giulio Salmi, sostituendolo poi alla morte nel 2006, nella guida delle varie attività da Lui fondate, note con il nome di Onarmo e che hanno il loro fulcro nel complesso di Villa Pallavicini a Borgo Panigale.

Si pone all’interno di questo periodo il servizio come Vicario Episcopale per il settore della Carità e della Animazione Missionaria dal 2006 fino al 2016.

Terminato questo servizio ormai alla soglia dei 75 anni, il Vescovo mi ha chiesto di affiancare al ruolo che già svolgevo nel contesto delle Opere Diocesane di Villa Pallavicini la cura pastorale della parrocchia di Trebbo di Reno, impegno che ho svolto fino al 18 giugno scorso.

Siamo così giunti a pochi giorni fa, al 31 agosto, quando è giunto il momento di passare il testimone della guida di tutte opere di villa Pallavicini a don Massimo Vacchetti che molti di voi conoscono perché è stato cappellano di don Domenico qui a San Lazzaro dal 2001 al 2004.

Cosa rimane in me di questo cammino giunto?

Anzitutto, come già accennato, un grande senso di riconoscenza perché se qualcosa sono riuscito a donare lo devo alle tante persone che mi sono state vicine, che mi hanno sostenuto, consigliato, sgridato tante volte, e specialmente perdonato i tanti errori e intemperanze. Se sono rimasto sacerdote lo devo specialmente a loro, oltre che alla mano di Dio e della Madonna.

Ma ancora di più devo essere riconoscente perché le tante persone che ho conosciuto mi hanno aiutato ad amare l’Eucarestia, quella Eucaristia che il card. Lercaro ci aveva consegnato nel giorno della ordinazione sacerdotale dicendoci che “Il mondo potrebbe fare a meno del sole, non della Messa… È infatti la Messa il sole della nostra giornata quaggiù; al di là c’è il Paradiso” e “Se condividiamo il pane celeste come non condivideremo il pane terreno?”.

E’ proprio all’interno di questo programma, quando per la terza volta divento cittadino di San Lazzaro, che vi chiedo di aiutarmi a rendere ancora più bello il mio sacerdozio in cammino verso il traguardo finale.